A2, parla Laura Ortu: “la squadra può fare meglio, la salvezza diretta sarebbe un miracolo ma ci proviamo”

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Finito il girone d’andata  del campionato di serie A2, è tempo di un primo bilancio in casa Elite Basket Roma. Lo facciamo con il direttore sportivo Laura Ortu, al suo secondo anno  come “anima” del mercato e “cinghia di trasmissione” tra società e squadra.

Al giro di boa contiamo cinque vittorie e dieci sconfitte, dodicesimo posto. E’ il bilancio che ti aspettavi?

Assolutamente no, ero convinta che avremmo ottenuto qualche vittoria in più. In questa squadra avevo grande fiducia prima ancora dell’avvio del campionato, e la  ho tuttora. Purtroppo, evidentemente, non siamo riusciti a far esprimere  in campo al roster tutte le sue potenzialità.

A parte le ultime due partite casalinghe, pesantemente condizionate dagli infortuni, la squadra si è espressa complessivamente bene in casa e molto male fuori. Come te lo spieghi?

Siamo salite di livello e abbiamo pagato il ‘noviziato’ nel nuovo campionato. La A2 non ti perdona se non mantieni l’intensità e la concentrazione costantemente ai massimi livelli, in casa come in trasferta. E in ogni caso ci siamo ritrovate ad affrontare lontano dalle mura amiche praticamente  tutte le squadre più attrezzate del campionato.  Detto questo, già dalla partita di Faenza abbiamo invertito la tendenza e abbiamo cominciato a giocare fuori casa in modo più incisivo , come poi ha dimostrato il derby contro Athena. E’ vero che si è trattato di una trasferta sui generis, ma su un campo molto difficile siamo uscite sconfitte sul filo di lana e soltanto per una svista arbitrale.

Quanto hanno inciso gli infortuni, soprattutto quello di Emanuela Moretti?

Tanto, hanno inciso tanto. Con Emanuela abbiamo perso  già in precampionato e per parecchi mesi una giocatrice cardine del nostro progetto. Ora per fortuna sta recuperando bene e dovremmo rivederla in campo in tempi ragionevoli: ci darà davvero una grossa mano. Poi è arrivata la ‘beffa’ dell’infortunio di un’altra giocatrice sulla quale avevamo puntato tanto, Silvia Ceccarelli, che ha fatto in tempo a giocare solo 15 minuti prima di rifarsi male allo stesso ginocchio già operato. Pazienza, sono cose che nello sport capitano, l’aspettiamo per il prossimo anno.

Parlando delle singole giocatrici, chi ti ha sorpreso in bene in male?

Non mi piace fare questo tipo di graduatorie, ma voglio comunque sottolineare il rendimento che  ha avuto  Natalia Introna e la conferma ad alti livelli d Marta Grattarola, oltre alla buone prestazioni di Ilenia Magistri. Dall’altro lato, mi aspetto di più da Giuliana Di Stazio e Mia Masic. La prima è stata penalizzata dagli infortuni e sicuramente quando tornerà al 100% la rivedremo ai suoi livelli, dalla seconda mi aspetto invece più continuità di rendimento.

Da pochi giorni Elite ha un nuovo allenatore, Maurizio Pasquinelli. In che modo può aiutare la squadra a rimettersi in marcia? Che tipo di allenatore è?

Ho già lavorato con Maurizio e posso assicurarti che è il coach giusto per Elite, perfetto per la sua ‘filosofia’ di voler far crescere le giovani. Il suo arrivo ha già portato una ventata di entusiasmo, è la scossa di cui avevamo bisogno per affrontare con il piglio giusto un girone di ritorno che sarà durissimo, visto che le partite per noi decisive le giocheremo in gran parte in trasferta.

Domenica c’è Umbertide, probabilmente la vera sorpresa di questa prima parte del campionato. Che partita ti aspetti?

Sarà dura, ovviamente. Loro sono davvero una bella squadra e in più sono in fiducia. Ma noi non abbiamo dimenticato il trentello che ci hanno rifilato all’andata e abbiamo tanta voglia di vendicarci, ovviamente nel senso sportivo del termine. L’energia che vedo in questi giorni nella squadra mi fa ben sperare, ce la metteremo tutta e comunque è una partita alla nostra portata.

L’obiettivo di fine stagione  restano sempre i playout?

Sì, resta quello. Se poi riuscissimo ad arrivare alla salvezza diretta sarebbe fantastico, avremmo realizzato un piccolo miracolo. Ma in casa Elite di miracoli ne abbiamo già fatti, non si sa  mai…

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